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	<title>News Mondo Acqua Archivi - DoryDory Blog</title>
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	<description>DoryDory Opinioni, recensioni, consigli idee per le piscine e giardino. Con Dorydory il tuo Blog piscine avrai un alleato per rendere la tua piscina un posto speciale.</description>
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	<title>News Mondo Acqua Archivi - DoryDory Blog</title>
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		<title>Come usufruire della detrazione fiscale 50% per la ristrutturazione di una piscina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Feb 2018 10:04:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giardino]]></category>
		<category><![CDATA[News Mondo Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Piscina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Buone notizie per tutti! La Legge di Bilancio 2018 (qui il testo completo e definitivo per i più temerari) ha prorogato fino al 31 dicembre 2018 la possibilità di accedere a diverse detrazioni fiscali, tra sicure conferme&#46;&#46;&#46;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dorydory.it/detrazione-fiscale-50-ristrutturazione-piscina/">Come usufruire della detrazione fiscale 50% per la ristrutturazione di una piscina</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dorydory.it">DoryDory Blog</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Buone notizie per tutti! La <strong>Legge di Bilancio 2018</strong> (<a href="http://documenti.camera.it/leg17/dossier/pdf/ID0031cs1_tomo1.pdf">qui il testo completo</a> e definitivo per i più temerari) ha prorogato fino al <strong>31 dicembre 2018</strong> la possibilità di accedere a diverse <strong>detrazioni fiscali</strong>, tra sicure conferme e piacevoli novità rispetto agli anni passati. Ad interessare il mondo della piscina è soprattutto la parte riguardante le detrazioni fiscali per i lavori di <strong>ristrutturazione edile</strong>. Infatti, è stata confermata anche per il 2018 la detrazione fiscale Irpef del <strong>50%</strong> con un limite massimo di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare. Il totale della detrazione richiesta, sarà ripartito in dieci quote annuali di pari importo.</p>
<blockquote><p><em>Sia che si trovi in giardino o dentro casa, potrai rinnovare, migliorare e ristrutturare la tua piscina approfittando della detrazione fiscale al 50%! Il momento è ora: nel 2019 questa stessa detrazione tornerà ad essere solo del 36% e su un limite di spesa di 48.000 euro.</em></p></blockquote>
<p><img loading="lazy" class="size-full wp-image-1295 aligncenter" src="https://www.dorydory.it/wp-content/uploads/2018/02/fiscale.jpg" alt="" width="447" height="250" srcset="https://www.dorydory.it/wp-content/uploads/2018/02/fiscale.jpg 447w, https://www.dorydory.it/wp-content/uploads/2018/02/fiscale-300x168.jpg 300w" sizes="(max-width: 447px) 100vw, 447px" /></p>
<p>Mi raccomando però, per beneficiare di questa detrazione fiscale (oltre a tutta la documentazione per l’<a href="http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/nsilib/nsi/schede/agevolazioni/detrristredil36/schinfodetrristredil36?page=agevolazionicitt">Agenzia delle Entrate</a>), tutti i pagamenti dei lavori sostenuti, devono essere effettuati mediante il cosiddetto <strong>Bonifico Parlante</strong>, ben diverso dal bonifico ordinario che meglio conosciamo. Il Bonifico Parlante, infatti, riporta e specifica tutte le informazioni necessarie previste dalla legge (causale del bonifico con chiaro riferimento alla normativa dell’agevolazione, estremi della fattura, nome, cognome, codice fiscale di chi sta effettuando il pagamento ed è intestatario della fattura stessa, codice fiscale/partita Iva di chi effettua i lavori…). Ricordiamo che è possibile effettuare i pagamenti anche con <strong>Carta di Credito o Debito</strong>, purché siano sempre presenti tutti i dati sensibili delle persone coinvolte.</p>
<blockquote><p><em>Il consiglio: non buttare via i documenti dei lavori (fatture, scontrini, ricevute…) e conservali con cura.</em></p></blockquote>
<h2><strong>Ma la piscina è un bene di lusso? </strong></h2>
<p>Non necessariamente. Una piscina, infatti, è solo uno dei parametri (e deve superare gli 80 mq di superficie) che possono far passare un’abitazione nella categoria “di lusso” e da sola non basta a far variare la classificazione catastale dell’immobile. Per farlo, oltre alla piscina, l’abitazione dovrebbe comprovare di avere  almeno altri quattro requisiti tra quelli elencati nel <a href="http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/file/Nsilib/Nsi/Schede/FabbricatiTerreni/Fabbricati+rurali/Normativa+e+prassi+fabbricati+rurali/Decreto+Ministero+lavori+pubblici+02081969/Decreto+MinLavPub_2_ago_1969.pdf">DM 1072/1969</a>. E c’è di più: indagini di mercato hanno dimostrato che la presenza <strong>di una piscina può aumentare il valore della casa di oltre il 10%</strong>.</p>
<blockquote><p><em>Se hai qualche dubbio o ti servono delle informazioni aggiuntive non esitare a chiedere aiuto ai professionisti del settore… lo staff di Dorydory.it è a tua completa disposizione!</em></p></blockquote>
<div id="attachment_1089" style="width: 597px" class="wp-caption aligncenter"><img aria-describedby="caption-attachment-1089" loading="lazy" class="wp-image-1089" src="https://www.dorydory.it/wp-content/uploads/2017/03/swimming-828795-e1488895382983-1.jpg" alt="piscina di lusso" width="587" height="587" srcset="https://www.dorydory.it/wp-content/uploads/2017/03/swimming-828795-e1488895382983-1.jpg 998w, https://www.dorydory.it/wp-content/uploads/2017/03/swimming-828795-e1488895382983-1-150x150.jpg 150w, https://www.dorydory.it/wp-content/uploads/2017/03/swimming-828795-e1488895382983-1-300x300.jpg 300w, https://www.dorydory.it/wp-content/uploads/2017/03/swimming-828795-e1488895382983-1-768x768.jpg 768w, https://www.dorydory.it/wp-content/uploads/2017/03/swimming-828795-e1488895382983-1-160x160.jpg 160w, https://www.dorydory.it/wp-content/uploads/2017/03/swimming-828795-e1488895382983-1-320x320.jpg 320w" sizes="(max-width: 587px) 100vw, 587px" /><p id="caption-attachment-1089" class="wp-caption-text">Questa piscina sicuramente è di lusso ?</p></div>
<p>Insomma, che si tratti di una <strong>ristrutturazione estetica</strong> per rendere la piscina più bella (ad esempio cambiando i rivestimenti e finiture o aggiungendo nuovi accessori) o di una<strong> ristrutturazione funzionale</strong> che la renda più efficiente e performante (attraverso nuovi impianti di ultima generazione o trattamenti all’avanguardia), o ancora di una <strong>ristrutturazione impiantistica</strong> (nuove tubazioni, nuovi sistemi di filtrazione &amp; co), conviene davvero farci un pensierino e attrezzarsi.</p>
<blockquote><p><em>Puoi chiedere la detrazione fiscale anche per le spese sull’acquisto dei materiali, per le spese di progettazione o relativa consulenza professionale e per le imposte sulle varie documentazioni d’inizio lavori.</em></p></blockquote>
<p><img loading="lazy" class="alignnone wp-image-1297 size-large" src="https://www.dorydory.it/wp-content/uploads/2018/02/Bonus-Verde-la-nuova-detrazione-fiscale-del-2018-1-1024x539.jpg" alt="Bonus-Verde--la-nuova-detrazione-fiscale-del-2018" width="1024" height="539" srcset="https://www.dorydory.it/wp-content/uploads/2018/02/Bonus-Verde-la-nuova-detrazione-fiscale-del-2018-1-1024x539.jpg 1024w, https://www.dorydory.it/wp-content/uploads/2018/02/Bonus-Verde-la-nuova-detrazione-fiscale-del-2018-1-300x158.jpg 300w, https://www.dorydory.it/wp-content/uploads/2018/02/Bonus-Verde-la-nuova-detrazione-fiscale-del-2018-1-768x404.jpg 768w, https://www.dorydory.it/wp-content/uploads/2018/02/Bonus-Verde-la-nuova-detrazione-fiscale-del-2018-1.jpg 1900w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<h2><strong>Bonus Verde: la nuova detrazione fiscale del 2018</strong></h2>
<p>Da quest’anno è stato inserito nella Manovra il nuovissimo <strong>Bonus Verde</strong> o Bonus Verde Urbano, ovvero l’esclusiva detrazione pari al <strong>36%</strong> –  su un limite sostenuto di 5.000 euro – delle spese affrontate per la riqualificazione del verde di giardini, terrazze e balconi, sia privati che condominiali. Per saperne di più, vi rimandiamo al <a href="http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/nsilib/nsi/aree+tematiche/casa/agevolazioni/bonus+verde"><u>sito dell’Agenzia delle Entrate.</u></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Tutta la plastica che beviamo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Sep 2017 06:42:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News Mondo Acqua]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell’acqua corrente di tutto il mondo sono state rinvenute fibre di plastica microscopiche. È la rivelazione shock di uno studio condotto da Orb Media, un organizzazione non profit di Washington che ha condiviso con&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’acqua corrente di tutto il mondo sono state rinvenute fibre di plastica microscopiche. È la rivelazione shock di uno studio condotto da Orb Media, un organizzazione non profit di Washington che ha condiviso con il Guardian, in esclusiva, i suoi risultati.</p>
<h2>L&#8217;acqua plasticosa..</h2>
<p>L’83% dei campioni analizzati sono risultati contaminati. Il numero medio di fibre rinvenute ogni 500 ml di acqua oscilla tra il 4,8% degli Usa all’1,9% dell’Europa. La nuova analisi segnala che le fibre di plastica sono ovunque: negli oceani, nelle acque dolci, nel suolo e nell’aria, se affiancata ad altri studi. «Sta impattando la fauna in modo preoccupante&#8230;come possiamo pensare che non stia impattando noi», ha osservato Sherri Mason esperta dell’università di New York che ha supervisionato l’analisi di Orb.</p>
<blockquote><p>«È una notizia che dovrebbe scuoterci», afferma <strong>Muhammad Yunus</strong>, premio Nobel per la Pace 2006. «Sapevamo che questa plastica tornava da noi attraverso la catena alimentare. Ora scopriamo che torna da noi attraverso l’acqua potabile. Abbiamo una via d’uscita?».</p></blockquote>
<p>Anche <strong>Libano</strong> (94%) e <strong>India</strong> (82%) registrano tassi di contaminazione elevati, mentre l’<strong>Europa </strong>risulta essere l’area “più pulita” con le fibre di plastica presenti “solamente” nel <strong>72 per cento dei casi</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-810" src="https://www.dorydory.it/wp-content/uploads/2017/09/plastica-desktop-1.gif" alt="" width="885" height="505" /></p>
<div class="textblock">
<p>Ad allarmare il team di ricerca &#8211; e i comuni cittadini &#8211; sono anche le proporzioni del livello di inquinamento, con <strong>punte del 4,8% di fibre di plastica ogni 500ml d’acqua negli USA</strong> e fino all’1,9% in Europa. E a destare ulteriore preoccupazione è l’incertezza sull’origine di questa forma di inquinamento, <strong>probabilmente legata all’uso di vestiti sintetici</strong> (che emettono fino a 700 mila fibre ogni lavaggio) ma senza che ad oggi vi sia alcuna conferma in merito. Un’altra fonte possibile di inquinamento potrebbe essere l’aria: ogni anno, infatti, sulla superficie si depositano tra le 3 e le 10 tonnellate di fibre sintetiche.</p>
<h2>La plastica presenza terrificante!</h2>
<p>Ci sono voluti undici anni di misure, ma alla fine la quantità di <strong>plastica</strong> che galleggia al centro del Pacifico Settentrionale, la cosiddetta “<em>Great Pacific Garbage Patch</em>” è stata determinata con una certa accuratezza.</p>
<blockquote><p>L&#8217;esistenza della Grande chiazza di immondizia del Pacifico fu preconizzata in un documento pubblicato nel 1988 dalla National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) degli Stati Uniti. Le predizioni erano basate su risultati ottenuti da diversi ricercatori con base in Alaska che, fra il 1985 e il 1988, misurarono le aggregazioni di materiali plastici nel nord dell&#8217;Oceano Pacifico. Queste indagini trovarono elevate concentrazioni di detriti marini accumulati nelle regioni dominate dalle correnti marine. Basandosi su ricerche effettuate nel Mar del Giappone, i ricercatori ipotizzarono che condizioni similari dovessero verificarsi in altre porzioni dell&#8217;Oceano Pacifico, dove le correnti prevalenti favorivano lo sviluppo di masse d&#8217;acqua relativamente stabili. I ricercatori indicarono specificamente il Nord del Pacifico come zona di convergenza del Vortice subtropicale.</p></blockquote>
<p>Si tratta di un&#8217;immensa massa di spazzatura che vaga nell&#8217;Oceano Pacifico: oltre 21 mila tonnellate di microplastica, in un’area di qualche milione di kmq con una concentrazione massima di oltre un milione di oggetti per kmq. L’accumulo è noto da parecchio tempo, perlomeno dalla fine degli anni ’80, e ha un&#8217;età di oltre 60 anni. Un gigantesco vortice di correnti superficiali ha concentrato in quest’area i rifiuti formati principalmente da materiali plastici gettati o persi da navi in transito, o scaricati in mare dalle coste del Nord America e dall’Asia. Questa concentrazione, oltre che dall’effetto focalizzante delle correnti, dipende dal fatto che la plastica non è biodegradabile e permane per tempi lunghissimi nell’ambiente. Una lentissima degradazione a opera principalmente della luce del Sole, scompone i frammenti plastici in sottili filamenti caratteristici delle catene di <strong>polimeri</strong>. Questi residui, non sono metabolizzabili dagli organismi, e finiscono per formare un vero e proprio “brodo” nell’acqua salata dell’oceano.</p>
<h2>Un problema difficile da risolvere</h2>
<p>Risolvere il problema diventa dunque una priorità per garantire la salute umana, e nel frattempo alcuni grandi marchi dell’abbigliamento hanno affermato che stanno lavorando per migliorare i tessuti sintetici per ridurre l’inquinamento da fibre. Anche i produttori di lavatrici stanno apportando modifiche ai loro prodotti, inserendo speciali filtri da inserire nel cestello per contenere le emissioni di fibre durante i lavaggi.</p>
<p><a href="http://lab.gruppoespresso.it/repubblica/2017/ambiente/inquinamento_plastica_acqua/" rel="nofollow">fonte </a>&#8211; <a href="http://www.corriere.it/cronache/17_settembre_06/allarme-fibre-plastica-nell-acqua-corrente-tutto-mondo-contaminata-83percento-dell-acqua-b876a37c-92c6-11e7-a8ea-58c09844946a.shtml" rel="nofollow">fonte</a> &#8211; <a href="http://www.saperescienza.it/rubriche/geologia/l-isola-di-plastica-18-07-2014/200-l-isola-di-plastica-18-07-2014" rel="nofollow">fonte</a></p>
</div>
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